Assicurazioni e welfare: il futuro che verrą?

a colloquio con Maria Bianca Farina, AD di Poste Vita
maggio 2011


I recenti drastici tagli ai fondi per le politiche sociali ci interrogano sul futuro dell’assistenza alle persone non autosufficienti nel nostro paese (v. l'intervento di Pasquinelli in questo numero e in quello precedente). Abbiamo voluto esplorare il tema da un punto di vista diverso da chi opera nel capo delle politiche assistenziali, rivolgendo alcune domande a Maria Bianca Farina, amministratore delegato del gruppo assicurativo Poste Vita, seconda compagnia del ramo a livello nazionale.


Qualificare: In un contesto caratterizzato da una contrazione delle risorse destinate alla politiche sociali, quale ruolo vede per le assicurazioni nel welfare del futuro?

Farina: La necessità di contenere deficit e debito pubblico, alla luce anche dei mutamenti della struttura demografica della popolazione italiana, sta riducendo il ruolo dello Stato nel campo della Sicurezza sociale. Ad esempio, l’allungamento della vita media dei cittadini si traduce sempre di più in un aumento della spesa pensionistica, difficile da sostenere per il sistema paese. E' oggi un dato di fatto che la pensione pubblica non basterà più a garantire un adeguato tenore di vita al momento della fine della vita lavorativa di ogni cittadino; in un futuro non troppo lontano il valore medio delle pensioni pagate dallo stato rappresenterà all' incirca solamente la metà del reddito da lavoro per una fetta significativa della popolazione.

Gli italiani devono quindi iniziare - e molti lo stanno già facendo - a percepire le assicurazioni in modo diverso: le compagnie di assicurazione possono rappresentare dei possibili fornitori di protezione, anche in surroga del pubblico. Le compagnie di assicurazione devono quindi impegnarsi nel sensibilizzare la clientela, creando maggiore consapevolezza sui bisogni di sicurezza e sul ruolo che il prodotto assicurativo è in grado di ricoprire in prospettiva, e allo stesso tempo creando prodotti adeguati alle possibilità economiche di tutta la popolazione italiana.

In questo contesto, la contrazione / perdita di molte delle sicurezze economiche e delle tutele di un tempo - lavoro stabile, sicurezza del risparmio, pensione pubblica – e il progressivo indebolimento del ruolo della famiglia italiana alimentano l'incertezza tra i cittadini che sono costretti ad assumersi in prima persona sempre di più responsabilità un tempo delegate ad altri (es. al welfare statale).

Le compagnie di assicurazione possono quindi venire incontro alle nuove esigenze che si stanno manifestando nella società contemporanea: la previdenza, la salute e l’assistenza, i risparmi e la relativa sicurezza economica degli stessi. Un più ampio ed efficace ricorso allo strumento assicurativo potrebbe contribuire all’intero sistema del welfare, liberando risorse pubbliche e gestendo in maniera più efficiente le risorse private. L’esempio della spesa sanitaria è particolarmente evidente: nel nostro paese soltanto il 5% della popolazione ha stipulato polizze sanitarie (contro il 90% di francesi e olandesi). In media ogni famiglia spende 700 euro al mese in spese per prestazioni sanitarie private. L’acquisto di una polizza costerebbe meno e proteggerebbe le famiglie dal rischio di impoverimento nel caso di eventi gravi avversi.


Qualificare: La non autosufficienza sembra essere una condizione che riguarderà, nei prossimi anni, un numero sempre più consistente di persone. Come immagina che si possa fare fronte al costo di questo bisogno crescente di cura, nel nostro Paese?

Farina: L’Italia ha una popolazione che invecchia: gli over 65 sono diventati circa 12 milioni di persone, di cui 6 milioni oltre i 75 anni di età. Con una simile situazione demografica è evidente la grande rilevanza del tema della non autosufficienza, un problema concreto e sempre più sentito a livello sociale. Basti pensare che da un’indagine del 2009 risulta che le situazioni di non autosufficienza sono gestite per oltre il 50% mediante ricorso alle reti familiari e parentali e per circa un 20% mediante ricorso ad assistenza privata (si pensi al fenomeno delle badanti).

Dal momento che lo Stato non è in grado di sopportare questo elevato e crescente costo economico ed alla luce della crisi della famiglia italiana, diventerà indispensabile che le assicurazioni assumano sempre di più un ruolo preminente anche in questo settore.

Specialmente quando si affronta un tema delicato come quello della non autosufficienza, dal mio punto di vista è però necessario che anche lo Stato eserciti appieno il suo compito istituzionale a supporto dello sviluppo del settore, da un lato favorendo l’educazione dei cittadini sul valore della protezione assicurativa a copertura dei rischi e dall’altro incentivando e sostenendo l’industria assicurativa nella sua funzione di supporto al sistema economico e sociale. Solo per citare un esempio, in Germania le assicurazioni long term care, ovvero le coperture delle spese economiche di assistenza a seguito della perdita di autosufficienza per infortunio, malattia o vecchiaia sono già da anni diventate obbligatorie.


Qualificare: Che programmi avete avviato sulla non autosufficienza? Con quali riscontri, anche numerici?

Farina: Con l’avvio della nuova compagnia danni, Poste Assicura, lo scorso anno abbiamo lanciato un primo prodotto ad hoc per le persone tra i 60 e gli 80 anni di età. Si tratta di Postaprotezione infortuni senior che, con un premio di 15 euro al mese, garantisce una copertura assicurativa in caso di improvvisi infortuni prevedendo una doppia formula di risarcimento, sia di tipo economico predefinito "a forfait", sia di tipo assistenziale.

Il prodotto assicura 4 tipologie di infortunio: fratture, lussazioni, ustioni e commozione cerebrale ed in caso di sinistro prevede la corresponsione di un indennizzo economico certo, prestabilito a seconda del tipo di infortunio occorso. Inoltre, in aggiunta all'indennizzo economico stabilito, abbiamo previsto un servizio di assistenza domiciliare, attraverso il quale i sottoscrittori del prodotto potranno usufruire di una serie di servizi tra cui: visita medico generico, assistenza infermieristica, prestazioni fisioterapista, operatore socio-assistenziale, reperimento consegna farmaci, reperimento apparecchiature e supporti riabilitativi, prelievo e consegna esito esami (questi ultimi previsti appositamente per i casi di non autosufficienza)

Con questo prodotto si è quindi supportati nel momento del bisogno e si è così in grado di gestire quei problemi di quotidiano ordine pratico che spesso sono conseguenti ad un infortunio, specialmente se non si può godere di un aiuto da parte di una famiglia numerosa e vicina.

Stiamo comunque lavorando a rafforzare la gamma dei prodotti a supporto della non autosufficienza: abbiamo in cantiere il rilascio di prodotti di tipo long term care che contiamo di proporre ai nostri clienti già dal prossimo anno.


Qualificare: Quali le potenzialità e le criticità del vostro "modello"?

Farina: Poste Vita si appoggia per la distribuzione delle polizze alla grande e capillare rete di uffici postali di Poste Italiane, rispondendo, a mio modo di vedere, in maniera più che soddisfacente alle esigenze di vicinanza diretta e di concretezza che hanno le famiglie italiane. Il nostro scopo principale è quello di mettere tutti gli Italiani, senza distinzione di ceto, nelle condizioni di poter usufruire dei servizi assicurativi fondamentali per il proprio benessere e per la propria sicurezza, per affrontare con gli strumenti giusti le sfide di un vivere sociale profondamente diverso da quello che abbiamo vissuto fino ad oggi.

In questa ottica il consulente allo sportello negli Uffici Postali, facendo leva sul brand di sicurezza e affidabilità di Poste Italiane, combina l’offerta assicurativa di Poste Vita con quella finanzaria di Banco Posta. In questo modo riesce ad offrire un servizio a 360 gradi alla clientela, con un’unica interfaccia che può farsi carico di servire in modo semplificato tutti i bisogni della clientela (dalla protezione del rischio, alla protezione del capitale, ai prodotti di risparmio, agli investimenti finanziari). Spesso la lettura dei bisogni finanziari della clientela può fare emergere in modo chiaro anche i bisogni assicurativi associati, contribuendo a creare consapevolezza sulle coperture assicurative necessarie per le proprie esigenze.

Abbiamo visto che questo approccio funziona molto bene, come ci confermano i numeri chiave del nostro business. In poco più di 10 anni Poste Vita grazie ad un’ offerta di prodotti assicurativi sicuri, convenienti, utili ma soprattutto semplici e trasparenti è diventata la prima compagnia Vita del mercato assicurativo italiano. Ed anche Poste Assicura, la compagnia danni di Poste Vita, in soli pochi mesi di operatività (ha preso avvio nell’aprile 2010) ha già raggiunto livelli di vendite di assoluto rilievo nel panorama assicurativo. Ciò significa che la gente apprezza i nostri prodotti e il nostro lavoro.

 

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